STAR WARS: IL RISVEGLIO DELLA FORZA di J.J. Abrams

Star-Wars-The-Force-Awakens-Han-Solo-ChewbaccaQuesto film è un regalo inaspettato e francamente la marea montante di critiche negative (per fortuna bilanciate da altrettante positive) ci lascia sorpresi. J.J. Abrams ha portato a compimento un lavoro difficile ed eroico: offrire un nuovo sogno al pubblico di oggi, senza contemporaneamente distruggere la memoria del passato. Due lembi del sogno si sovrappongono ed è una sorta di miracolo.
Il più grande mistero che Star Wars: Il risveglio della forza riesce ad operare è proprio l’annullamento del tempo. Le sue immagini possiedono un carico di memoria, ma recano anche i segni del presente: sono immagini passate/presenti. Ciò che sembrava morto, ormai solo una fotografia vagheggiata nel ricordo, è di nuovo qui, presente, vivo e mobile.

I detrattori hanno accusato Abrams di non essere stato capace di imporre una visione personale, di non essere un autore; ma cosa vuol dire esserlo? Ciò che il regista mette in atto è qualcosa di magico. Ci vuole un mago per leggere nell’immaginario collettivo di milioni di persone, e Abrams c’è riuscito. Tanta critica non ha compreso che Abrams è “sparito”, autorialmente, per scelta: proprio per riportare alla luce un sogno collettivo, con il pudore ed il rispetto con cui ci si avvicina ad un mondo creato da altri e divenuto da decenni proprietà fantastica di un numero infinito di fan. Un mondo da non distruggere con le interferenze di una “vena personale” o una originalità che non avrebbe avuto senso.

La Storia era già fatta, la mano del creatore Abrams doveva solo riportarla alla luce. E lo fa tramite la scrittura del veterano Kasdan, che è splendida, piena di colpi di scena, di emozione, di mito e di pathos, di tutti quegli elementi che conosciamo e che ci sono familiari. Non è una semplice “ripetizione” del già visto e vissuto: è un ritorno. E’ la vita che ritorna insieme al cinema. Abrams è un genio e lo dimostra con una regia capace di aggiornare la meraviglia originaria alla percezione contemporanea. Più velocità, più effetti, ma il cuore è lo stesso. Un film sbalorditivo. E sfidiamo chiunque a non aver tremato vedendo un semplice soldato – gli stormtroopers sono sempre rimasti anonimi, meccanici, privi di individualità – prendere consapevolezza di se stesso. Quel sangue sul casco bianco. Quel fermarsi e resistere alla guerra, quel senso di orrore che egli prova, e che lo induce a ripensare il proprio mondo. Ecco, chi dice che il nuovo Star Wars è un giocattolo senza vita, non ne ha nemmeno afferrato il valore politico.

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